Meditiamo l’intestino

Meditiamo l’intestino

Sabato 13 gennaio ore 11.

L’intestino uno degli organi fondamentali del nostro corpo che ci permette di elaborare ed assimilare il nutrimento, eliminando le scorie che non ci servono.

Ma l’intestino non ha solo questa funzione fisiologica.

Esiste un collegamento ormai ampiamente documentato tra intestino e cervello: non solo l’intestino contiene una gran quantità di neurotrasmettitori simili a quelli cerebrali, ma anche a livello funzionale svolge anch’esso funzioni di elaborazione. Sappiamo inoltre che i due organi sono in intimo contatto tra loro, attraverso il sistema nervoso.

Una delle prime immagini che ci viene alla mente guardando le circonvoluzioni intestinali è l’immagine del labirinto: luogo buio, tortuoso, fatto di meandri che sfuggono alla coscienza, dove il disordine, però, è quasi sempre solo apparente. L’intestino, spazio ben delimitato nel corpo, ma che per la sua forma lo rende un luogo legato allo smarrimento, al disorientamento, dove nulla è semplice e lineare, proprio come lo possono essere i nostri pensieri. E così entrambi gli organi producono del materiale che dopo essere stato elaborato, in parte sarà assorbito e diventerà nutrimento ed in parte dovrà essere eliminato. Solo una parte dei nostri pensieri arriva alla coscienza e solo una parte dei nostri pensieri viene eliminata, così come solo una parte del cibo ingerito, e quindi “scelto” diviene nutrimento e passa nel sangue, il resto viene trasformato in feci per essere espulso. Paracelso ci racconta che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso” e l’analogia alto-basso collega le parti basse del corpo, gli inferi, alle parti alte: il cervello, il cielo, che sono luoghi di emanazione dello spirito. In alto è coscienza, in basso è istinto, in alto è spirito, in basso è sostanza. Quel che ci accade nella vita viene elaborato a entrambi i livelli e che se il livello “alto” non riesce ad affrontare del tutto un problema, quello “basso” gli viene in soccorso, ovviamente a modo suo, con il suo linguaggio biologico.

Per questo motivo i disagi fisici legati all’intestino sono tra i disturbi più diffusi.

Possiamo considerare l’’intestino come quel luogo dove gli istinti vengono nascosti ed i pensieri che non ci piacciono o ci fanno male trovano un labirinto in cui dileguarsi. L’intestino diventa così il “rappresentante” dei nostri contenuti psichici “sporchi”, inaccettabili per la coscienza-cervello. Le problematiche legate all’intestino indicano in parte la nostra tendenza a rimuovere ciò che ci sembra scomodo, sia che si tratti di pensieri che di pulsioni. Il disturbo intestinale trova il suo corrispettivo nel cervello che tenta di eliminare pensieri, idee, fantasie, emozioni, … che ritiene non adeguate o inaccettabili per la coscienza.

Alcuni problemi di colite come ad esempio il colon irritabile equivalgono ad un’alternanza di atteggiamento mentale e psichico: apertura e chiusura, dare e trattenere, esprimere e aspettare, affermarsi e tirarsi indietro, agire e non agire, legittimare i propri bisogni e negarli, arrabbiarsi e nascondere la rabbia. L’alternanza esprime una specie di “grande dubbio” riguardo alla possibilità di mostrarsi per come si è oppure no, a causa di una radicale paura di non essere accettati e quindi di una grande insicurezza. In breve: è un problema di autostima.

Infatti l’intestino corrisponde al secondo chakra, al centro del quale c’è il Tan tien, il punto energetico del potere personale. Quindi i disagi fisici legati al colon possono essere riportati a difficoltà nel gestire il proprio potere personale e sulla propria identità: “Chi sono? Che cosa voglio davvero? È questa la mia vita? Posso esprimere i miei veri bisogni e desideri”».

La fiducia di base in se stessi passa dal sentire il corpo, dal percepirlo come solida base su cui poggia tutto il proprio essere, e non come strumento usa e getta cui si rivolgono poche attenzioni. Se “sento” il mio intestino, è importante prestargli attenzione e comprendere cosa ci vuole segnalare, per ritrovare il nostro potere e la nostra direzione nella vita.