Lamed la lettera del perdono

Lamed la lettera del perdono

Sabato 29 febbraio 2020

La lettera Lamed è associata al numero trenta. ll trenta viene da 3 che è il numero divino e dal 10 che è la stessa Torà (il decalogo). Quindi è una lettera che ha uno stretto rapporto con le leggi che regolano la relazione con Dio.

Con la lettera làmed inizia la parola lèv, cuore; è quindi la lettera del “cuore”, cuore che è la sede della coscienza che guida tutti i rapporti con gli esseri umani.

Ma la lettera làmed è anche la radice della parola = limùd (che significa: studio, insegnamento, conoscenza): quindi conoscere e imparare arricchiscono la saggezza del cuore, la rettitudine della coscienza.

Scrive Salvatore Frigerio, frate della comunità Camaldolese di Fonte Avellana:

La coscienza è guidata dall’amore e genera amore e lo fa nel momento in cui ci mettiamo in ascolto dell’altro. Quindi l’amore è donazione reciproca che nasce dall’accoglienza reciproca, che nasce dall’ascolto reciproco. L’importantissimo precetto della Torà(Dt 4, 6) dice: ama il prossimo tuo come te stesso, ed è completato dalle parole: perché io sono il Signore.

II perfezionamento del rapporto con Dio dipende dal perfezionamento del rapporto con il prossimo. Simon Jacobson scrive: “Amare è un modo per parlare con Dio(…). Quando si guarda qualcuno negli occhi è uno scoprire il mistero dell’altro, è un essere accolti come mistero dall’altro. Quindi “quando si guarda qualcuno negli occhi e si prova amore, si trascende il mondo fisico e ci si connette a Dio (…).

Gesù nel nuovo testamento riprende esattamente il precetto deuteranomico« ama il prossimo tuo come te stesso»ma lo amplia comprendendo in questo anche il nemico. « Vi è stato detto amerai il prossimo tuo come te stesso; ma io vi dico amerai il tuo nemico». Quest’amore per il nemico ci fa capire che è veramente un problema di scelte di coscienza, non è un problema di emozione, cioè l’amore di cui parla Gesù non è un’emozione, ma è una scelta, un modo di scegliere, è la scelta di un modo di rapportarsi con l’altro”.

Quando io riesco a perdonare divento libero e il mio cuore trova la pace. Quando riesco a perdonare, scelgo l’amore per me stesso e di conseguenza la libertà anche dall’altro, lo libero ed è un grande atto di amore. Questo non significa dimenticare le esperienze vissute, ma significa scegliere che tipo di vita vogliamo condurre. L’odio, l’incapacità di perdonare ci renderà schiavi per sempre, la forza del perdono ridona a chi la sceglie di essere per sempre liberi.