La relazione con gli amici – 21 febbraio 2015

La relazione con gli amici – 21 febbraio 2015

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L’amico è la risposta al vostro bisogno. È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per trovarvi pace. Quando l’amico vi confida il suo pensiero,non negategli la vostra approvazione,né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore. Nell’amicizia ogni pensiero,ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con silenziosa gioia. Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, così come per lo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura. E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi di spiegare sé stesso, non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che imprigiona solo ciò che non ha valore. E il meglio di voi sia per l’amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro,per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E nella dolcezza dell’amicizia ci siano risate e la condivisione dei piaceri. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kalhil Gibran

Da sempre queste parole di Gibran mi hanno profondamente commosso. Credo che non ci sia sintesi più bella di questa sulle relazioni di amicizia. Nella parola amicizia e amico c’è la radice del verbo latino amo che significa amare. Con amicizia, da un punto di vista oggettivo, si indica un tipo di legame sociale accompagnato da un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso.

Come sempre quando si parla di amore bisogna distinguere tra amore incondizionato e amore che nasce da un bisogno insoddisfatto. E così come accade nelle relazioni di amore, così nell’amicizia è fondamentale la condivisione, ma non la pretesa o l’eccesso di aspettativa Si diventa amici perchè si condividono interessi o passioni comuni. E se l’affetto che si crea nel condividere è profondo, l’amicizia dura nel tempo anche se le condizioni che l’hanno generata non esistono più. Si dice che l’amicizia va coltivata, ma a volte si confonde questo con una serie di obblighi che nel tempo possono diventare più dovere che piacere, e allora che senso ha quell’ “amicizia” ? Credo che davvero per coltivare un’amicizia vera e profonda bisogna sapere condividere quello che abbiamo nel cuore: se condivo l’amore, allora posso non sentire un amico per mesi, ma l’amicizia sarà sempre grande. E non pensiamo che sia vero il detto che l’amicizia si riconosce nel momento del bisogno, o almeno non sempre. Si possono trovare molte persone disponibili a condividere le nostre “disgrazie”, se non altro per dare a loro la sensazione che c’è chi sta peggio, ma solo il vero amico sarà sincero nel gioire per un nostro successo o per una nostra gioia. Ed è importate condividere i nostri momenti felici con gli amici e non usarli solo come “contenitori” delle nostre lamentele. La vera amicizia può davvero riempire il cuore,può davvero farci sentire liberi e protetti al tempo stesso, la vera amicizia è una fratellanza che va al di là di ogni legame di sangue. Come scrive Susanna Tamaro: “L’amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perché dà ricchezza, emozioni, complicità e perché è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.”

L’importanza dell’amicizia, della pienezza che un sentimento di amicizia può dare è espresso in modo commovente e profondo nel colloquio tra il Piccolo principe e la volpe nel libro di Antoine de Saint-Exupery :“Buon giorno”, disse la volpe. “Chi sei”, domandò il piccolo principe. “Sei molto carino..”   “Sono una volpe”, disse la volpe. “Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono così triste..”  “Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata.”……..”Che cosa vuol dire, ‘addomesticare’?” ……..”È una cosa da molto dimenticata. vuol dire ‘creare dei legami’..”  “Creare dei legami?”  “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.” …………………….La volpe continuò: “La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane, e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..”   La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “Per favore.. addomesticami”, disse.  “Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose.”   “Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami”  …………….Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “… piangero'”.  “La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”  “E’ vero”, disse la volpe.  “Ma piangerai!” disse il piccolo principe.  “E’ certo”, disse la volpe. “Ma allora che ci guadagni?” “Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

Molto bella questa idea di addomesticare un amico: in questo simbolismo è racchiusa l’importanza della relazione di amicizia, fatta di pazienza e comprensione e soprattutto di fiducia reciproca. In ogni relazione affettiva è racchiusa una piccola dose di sofferenza nel momento in cui un amico non può esserci vicino o decide di prendere una strada che si allontana da noi. In un rapporto di amicizia è importante non cercare il possesso ma la condivisione così che la nostra vita risulta più ricca anche se quell’amico non è più vicino a noi, una ricchezza che non verrà mai persa e se anche la volpe piangerà alla partenza del Piccolo Principe avrà guadagnato “il colore del grano” e la sua vita non sarà più uguale a prima.